Venticinque anni di vita. L'occasione per un bilancio.
Nonostante il mio handicap fisico, sono contento. Sono andato nei banchi di scuola, nelle scrivanie di un ufficio, ho fatto sport, ho viaggiato, ho conosciuto tante persone.
Potete vedere tutto questo nel mio sito.
Ho potuto fare cose che altre persone con gradi di handicap superiori al mio non possono fare, e magari vanno a dormire ogni sera sognando di riuscirci un giorno: mangiare, lavarsi, vestirsi, spogliarsi, parlare, compiere piccoli spostamenti con autonomia.
Certo, ci sono ostacoli: si trovano se si pensa ad una vita convenzionale. A quattordici anni il motorino, a diciotto la macchina per potersi muovere con indipendenza, etc. Giusto, ma non per tutti è possibile. Grazie ai miei genitori, che mi hanno insegnato a non piangermi addosso, ho cercato sempre gli aspetti positivi in ogni esperienza che ho potuto vivere.
Non mi piace molto il mondo, ma credo di poter vivere a modo mio, con le mie idee, senza condizionarle ai messaggi che danno tivù e altri mezzi di comunicazione, cercando di contornarmi di persone con le quali ho una certa sintonia.
La mia passione per la Canzone d'Autore mi ha portato a scoprire il valore dei pensieri e delle parole: esprimono non soltanto le opinioni, ma anche la personalità, il modo di essere di ogni individuo.
Le delusioni ci sono per tutti.
Io penso che la vita sia come una partita a carte con il destino: nessuno possiede tutte le carte per vincere la partita, a tutti ne manca sempre qualcuna. Ciascuno di noi ha le proprie, che sono diverse da quelle di ogni altra persona, e deve giocarle nel migliore dei modi.
Il destino non si può sconfiggere, ma così facendo credo si possa rendere più positivo.
Insomma, sono grato alla vita, spero di continuare così, e se possibile migliorare.
Riccardo