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A tutti coloro che mi dicono: “Ti ricordi sempre di me”

 

 Ogni persona che ho conosciuto mi ha dato qualcosa di importante – nel bene e nel male - che il tempo non può cancellare.

 

Mi rendo conto che sia nell’ambito lavorativo, sia in quello extralavorativo, viviamo una vita frenetica, e siamo obbligati a dimenticare ciò che è successo ieri, perché l’importante e solo ciò che accade oggi.

 

Io mi trovo in una condizione particolare, conduco una vita dai ritmi più lenti rispetto alla media, posso permettermi il “lusso” di riflettere, e mi piace riflettere. Devo però essere onesto, e dire che se non mi trovassi nella condizione fisica in cui mi trovo, probabilmente anch’io vivrei adeguandomi allo stile di vita di questi tempi.  

 

Penso che se oggi sono come sono, nel bene e nel male, è anche merito del passato, e nel passato ci sono anche le persone, con le loro azioni, i loro sentimenti.

 

Sono stato bene con tanti amici, che ora non vedo con la stessa frequenza di prima, o addirittura non vedo da anni. Non ho mai eliminato e mai eliminerò i loro nomi dalla rubrica telefonica e dall’elenco degli indirizzi di posta elettronica. Dentro di me ho tanta voglia di rivederli, sono sicuro che non si sentirebbe il tanto tempo trascorso senza vederli perché sono sempre nel mio cuore.

 

Vorrei raccontare loro i miei cambiamenti, perché sia ben chiaro, so benissimo che questa vita  cambia repentinamente gli scenari e i rapporti interpersonali. Nascono nuove amicizie e ben vengano, ma per quanto mi riguarda non tolgono spazio a quelle già esistenti. Non credo che le persone siano pezzi intercambiabili. Certo, le “vecchie” relazioni continuano sotto una forma diversa: e-mail, SMS, telefonate sporadiche.

 

I gesti, i sentimenti delle persone.

 

Cosa sono oggi le persone ? Sono entità che si mettono la gonna o i pantaloni, che si truccano, si curano la pelle, si fanno le lampade, sono all’ultima moda, hanno i capelli tinti, mossi o lisci, etc. Leggendo i giornali, guardando la televisione, ascoltando le radio, si parla solo dell’immagine. 

 

I sentimenti sono soffocati: a mio parere, esistono in ogni individuo, ma ciò che ci circonda non aiuta a svilupparli.

 

Ed ecco allora che è normale dimenticare i vestiti, le pelli abbronzate. Ce ne sono tante, non si distinguono.

Le azioni, i sentimenti, lo scambio di opinioni, i momenti vissuti in comune, arricchiscono e rimangono dentro, indifferenti al tempo che corre impazzito.

 

L’immagine ha la sua importanza, ma ritengo sia un aspetto di contorno.

 

Io, romantico aviatore della vita, sono dispiaciuto nel constatare che  i giovani e i giovanissimi,  crescono con la cultura dell’immagine e nessuno o quasi trasmette o è in grado di trasmettere all’asse portante della società futura l’importanza dei sentimenti, il ruolo e l’influenza che il passato ha sul presente e sull’avvenire, sia per gli avvenimenti sia per le relazioni tra le persone.

 

I sentimenti, le emozioni e i ricordi sono elementi estranei ad un contesto dove tutto è veloce e dove c’è molto materialismo, che fa considerare  solo ciò che è tangibile.  Ma a mio avviso, se ci fosse la volontà di riscoprirne il valore, saremmo tutti un po’ meno aridi e superficiali.

 

La vita è una corsa, e arrivare secondi secondo me non significa essere scarsi, come si vuole far credere. Anche gli ultimi, se danno il meglio di se stessi, sfruttando tutto “l’umano” che c’è in loro, hanno vinto.

 

Io mi ricordo… e non dimenticherò.

 

Con affetto e riconoscenza,

 

Riccardo