HOME PAGE

 

Il primo incontro

 

Il secondo incontro

 

Tempo fa pensavo: "Il meglio di se nelle vendite dei dischi lo ha dato a metà degli anni '80 e agli inzi degli anni '90. La maggior parte delle sue canzoni piacciono solo ai ruggeriani come me."
 
Nel 2008 Enrico ha saputo sorprendermi ancora, tornando improvvisamente "radiofonico": all'interno dell'album autobiografico Rock Show, sono presenti quattro pezzi molto orecchiabili e profondi, tra i quali Cuore segreto e Attimi, musicate rispettivamente da Luigi Schiavone e Fabrizio Palermo.
Un brano in cui ritrovo tutto me stesso è "La terra e la luna", perchè invita a non fidarci dei nostri giudizi superficiali, invita ad andare oltre le apparenze, oltre i gesti, oltre gli sguardi della gente.
Enrico, con questo testo dimostri ancora una volta di saper leggere tra le righe della vita, forse anche grazie alla conduzione del programma televisivo "Il bivio", in onda su Italia 1,  e credo che tu abbia gettato un seme importante nella terra delle nostre menti.
E' proprio vero: AL DI LA' DI QUELLO CHE VEDI C'E' SEMPRE QUALCOSA, scoprirla è una possibilità bellissima e formativa per ogni uomo.
Il CD si chiude con "Il giorno del Black-Out", un giorno in cui Ruggeri immagina la fine di tutti quegli strumenti tecnologici che hanno sostituito il contatto umano e il dialogo diretto tra le persone, avvicinando chi è lontano e allontando chi è vicino, rendendole un pò tutte uguali. In questo giorno, non avendo più a disposizione E-Mail, Chat, Forum, SMS, etc., la gente torna ad uscire per strada, ad incontrarsi, e a parlarsi come faceva una volta. E' un'utopia, la tecnologia è utile, ma anch'io penso che a volte se ne faccia un utilizzo esagerato.
La tecnologia è utile, ho scritto: questo disco è stato il mio primo acquisto tramite Internet, e mi sono trovato bene.

 

 

Nel 1996 l’amico Davide F. mi portò  qualche CD di Enrico Ruggeri, e mi disse: "Io non ascolto la musica commerciale, a me interessa capire il testo, capire cosa vuol dire l'artista, non mi piacciono i monotematici".  Da quel momento provai ad ascoltare la musica in quella maniera, a soppesare i pensieri e le parole accompagnate dalla musica, a cogliere ad ogni ascolto qualcosa di nuovo dentro le canzoni. e mi appassionai, a poco a poco, ad Enrico, che avevo seguito solo in "Non finirà" e "Mistero". Certo, i suoi album vanno metabolizzati col tempo, non entrano subito in testa.

 

LA PIU’ BELLA

 

Una delle canzoni che a me piacciono maggiormente (qualcuno magari ne rimarrà sorpreso) è “Quello che le donne non dicono” brano portato al successo da Fiorella Mannoia al Festival di Sanremo del 1987 in cui proprio Fiorella si aggiudica il premio della critica ed Enrico trionfa con “Si può dare di più” cantata con Gianni Morandi ed Umberto Tozzi. La canzone interpretata magistralmente da Fiorella la ritengo bellissima perché descrive in maniera molto profonda gli atteggiamenti femminili che pur non mutando nel tempo mostrano la volontà avere un rapporto con un uomo, cercando di capire e di piacere all’uomo stesso anche nel momento in cui non vengono fatti apprezzamenti sulle donne, ed esse, mentre rileggono vecchie lettere d’amore cercano di celare la delusione  per un amore ormai finito. Ciò che più mi stupisce è che questa canzone “femminile” sia stata scritta da un uomo e questo dimostra la capacità di Enrico di saper penetrare dentro ai temi delle sue canzoni (alcune scritte con la collaborazione del fido chitarrista Luigi Schiavone)  senza essere oltre che banale superficiale.

 

Ecco uno stralcio del  testo della canzone

 

“QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO”

(E. Ruggeri – L. Schiavone)

 

Ci fanno compagnia certe lettere d’amore

Parole che restano con noi

E non andiamo via, ma nascondiamo del dolore

Che scivola: lo sentiremo poi

 

Abbiamo troppa fantasia

E se diciamo una bugia

È una mancata verità

Che prima o poi succederà.

 

Cambia il vento ma noi no

E se ci trasformiamo un po’

È per la voglia di piacere

A chi c’è già o potrà arrivare

A stare con noi.

 

Siamo così – è difficile spiegare

Certe giornate amare, lascia stare

Tanto ci potrai trovare qui

Con le  nostre notti bianche

Ma non saremo stanche neanche quando

Ti diremo ancora un altro sì.

 

 

L'ULTIMO CD: AMORE E GUERRA

 

Enrico è entrato nella profondità di concetti e pensieri, fino a ricavarne il significato più vero. In tanti album si sente parlare di amore e guerra, ma sempre in modo superficiale, scontato. Gli archi, scritti da  Roberta Andrea Mirò, sono emozionanti.

 

 "Quando sogno non ho età" racconta di  Enrico  mentre sogna la madre che ha perso recentemente: mi fa venire i brividi, a mio avviso è più bella di "Perduto amore" - , la più orecchiabile - . Toccanti anche "Eroi solitari",  e "L'uomo dei traslochi". "L'americano medio" dovrebbe far riflettere i desiderosi di un'Italia modello States.

 

Si sente che "Amore e guerra" è un album da Ruggeri.

 

2004: DVD ULISSE

 

In realtà si tratta di due DVD: uno contiene il concerto dove le canzoni vengono riproposte in  stile jazz del 16 dicembre 2000 al Teatro Ponchielli di Cremona, con un’intervista e nell’altro c’è un riassunto di oltre 25 anni di carriera, che definirei estremamente completa.

 

 Il periodo Punk in cui Enrico faceva parte di un complesso chiamato Decibel, le partecipazioni a Sanremo con i retroscena delle cene e il “dietro le quinte”, il periodo Rock, con un avventuroso viaggio in treno in Russia. Le riprese di alcuni paesi in cui Enrico e la band hanno tenuto dei concerti,  fatte dal suo chitarrista ed autore di alcune musiche Luigi Schiavone.  Sono presenti anche i video di alcuni brani, e delle fotografie. Poi una biografia, e la statistica con  le presenze di Enrico, di ogni suo musicista ed amico cantante ai concerti. Sorpresa finale: “Jungle Bells” cantata da Ruggeri, come accompagnamento a un cartone animato.

 

 Devo dire che - parlando del secondo DVD - lo trovo molto equilibrato. C'è impegno, ma anche divertimento. Credo sia  il suo specchio. Bellissimo racconto di Ruggeri a Sarajevo: è giusto che la gente sappia che è una città multietnica e ci sono persone che non hanno ciò che abbiamo noi, ed oltretutto rischiano la vita quotidianamente. La città della Serbia ha ispirato ad Enrico il brano “Primavera a Sarajevo” presentato a Sanremo nel 2002. Ha fatto bene ad inserire momenti molto esillaranti, per scardinare un luogo comune: non è vero che un cantautore di area colta è sempre serioso.

 

 

PANORAMICA

 

Altre canzoni di Enrico che mi hanno particolarmente colpito sono “Una fine isterica” (1981) che segna la volontà di chiudere definitivamente con il passato (in precedenza Rrouge militava nei “Decibel” complesso di musica punk che si sciolse dopo il successo sanremese di “Contessa” nel 1980), “Trans” (1991) che tratta dell’argomento dell’omosessualità– nel testo c’è anche un riferimento a Pier Paolo Pasolini – “Non piango più” (1994) dove Enrico si lascia alle spalle il trauma della separazione dalla moglie Laura (dalla  quale ha avuto anche un figlio di nome Pier Enrico), “Il momento della verità (1996) brano nel quale si dice che i momenti topici della vita devono essere affrontati solo da noi stessi e non dagli altri, i quali ci elogeranno all’atto della nostra “vittoria”, “Padre Nostro” (1997, scritta per gli ORO) questa canzone potrebbe rappresentare, di primo acchito,  una rinuncia alla fede in Dio di fronte alle disgrazie che accadono nel mondo, visto il  testo:

 

“mentre qui combattono

mentre tutti scappano

mentre qui calpestano la dignità degli uomini

tu dicci cosa scegliere”

 

invece questo brano vuole essere una sorta di “chiamata” a Dio proprio perché in Dio l’autore crede.

 

Infine “Inevitabilmente” (lettera dal carcere) 1999: l’autore parla anche di persone che non fanno parte del “gruppo di testa” di questa spietata società.

 

 

L’UOMO CHE VOLA (2000)

 

Nel  compact disc intitolato “L’uomo che vola” spicca secondo me “Gimondi e il cannibile”:

>brano che mette in relazione la vita ed il ciclismo

>prendendo come metafora lo sport di Coppi e Batali  spiega come

>quando si è in pianura si è in gruppo, e quando

>cominciano le salite i più abili si staccano

>e tentano la fuga... ).  C'è anche un insieme di canzoni  intitolato "Le sette sorelle" sui sette vizi capitali che mi ha veramente colpito.

 

 

LA VIE EN ROUGE

 

Martedì 12 dicembre 2000 al Teatro Nazionale di Milano Rrouge ha tenuto un concerto in versione acustica, lasciando da parte il rock e rispolverando la musica sinfonica con il contrabbasso, la tromba e la chitarra acustica, allo scopo di far meglio risaltare  gli straordinari testi delle canzoni. Contornati da strumenti musicali come quelli citati, sono ben riusciti tutti i brani,  in particolare “Il portiere di notte”, “Certe donne”, “Il mare d’inverno”, “Marta che parla con Dio”, “Bratiska”, “Rien ne va plus” e “Nuovo swing”. Si è trattato di un concerto “tranquillo”, per quanto riguarda i contenuti colmo di finezze, di intermezzi in cui, tra l’altro, nel presentare il brano intitolato “Il Natale dei ricordi” il cantautore milanese si dichiara contro il Natale fatto di promozioni commerciali, spot televisivi e a favore di un Natale dall’ormai superato ma non per questo sbagliato sapore genuino, in cui si “ricordava” il messaggio principale della festa: Dio si è fatto uomo per tutti gli uomini.

 

 

Roberta Andrea Mirò, collabora con Ruggeri dal 1994. Ad Enrico occorreva un violinista, un chitarrista, un pianista, e un cantante. Roberta sapeva ricoprire tutti questi quattro ruoli. La compagna di Enrico, prima di dare alla luce Ugo Federico Benedetto, ha realizzato un disco intitolato "Andrea"

 

I testi sono intensi e molto curati.

 

Hassiba Boulmerka è un'atleta algerina che alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 si allenò in tenuta sportiva, contrariamente a quanto dice l'Islam, con la consapevolezza che la sua vita era in costante pericolo. Fu la prima donna algerina a conquistare  la medaglia d'oro.


Con  il brano dedicato all’atleta algerina – quello  che mi ha maggiormente colpito - Roberta parla di figure femminili che vivono una vita molto difficile e meriterebbero di essere approfondite dai media, invece purtroppo sono figure di "nicchia", sconosciute alla maggior parte della gente.

Alcune parole di "Credo", composta con Enrico Ruggeri, mi sono rimaste impresse:


"credo nell'uomo cosciente
che accende la mente
che sa la sua via d'uscita".


Segnalo anche "Una vita migliore", "La figurante", "Da sola ma non sola".

Un album poco pubblicizzato, ma che secondo me merita di essere ascoltato.