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FIORELLA MANNOIA

Ho già introdotto  Fiorella nella pagina in cui scrivo di “Quello che le donne non dicono”.

Questo brano può tranquillamente essere preso ad esempio per descrivere come la cantante romana interpreti le canzoni in una maniera estremamente coinvolgente perché coinvolgente è la sua voce. La canzone vincitrice del premio della critica nell’edizione del Festival di Sanremo del 1987 – l’ho già detto – è secondo me stupenda nel testo, ma il suo successo, in generale è maggiormente attribuibile – come tutti gli altri brani interpretati dalla Mannoia -  alla voce di Fiorella rispetto al testo scritto da Enrico perché, in generale e nell’immediato, si è più colpiti dalla voce che non dalle parole della canzone. Io non sono d’accordo perché anche Rrouge la canta bene, forse è più giusto dire che la canta in un modo diverso, avendo una voce diversa. Diversi cantautori scrivono brani per Fiorella: da Enrico Ruggeri a Ivano Fossati, da Francesco De Gregori a Daniele Silvestri e direi che il successo della cantante è dovuto – come dicevo in precedenza - alla voce coinvolgente che fa risaltare anche la bellezza di testi che non trattano di argomenti banali.

 

Secondo voi, ai fini del successo di una canzone è più influente la bellezza del testo oppure la voce dell’interprete ? se lo desiderate potete scrivermi un’e-mail.

 

Infine ecco quali sono i brani di Fiorella da me preferiti

 

“I dubbi dell’amore” (E. Ruggeri-L.Schiavone)

“Le notti di maggio” (I. Fossati)

“Il cielo d’Irlanda” (M. Bubola)

“Ascolta l’infinito” (E. Ruggeri-P.Fabrizi)

“Sally” (V.Rossi)

“Gli amanti” (E. Ruggeri-R.Cocciante)

“Come si cambia”

“Oh che sarà” (I.Fossati)

“I treni a Vapore” (I. Fossati)

“Belle speranze”