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Ma fu omicidio: leggete http://luigitenco60s.forumfree.it/?t=26753305

LUIGI TENCO: LUI ERA UNO

I più giovani probabilmente non conoscono questo cantautore piemontese ma ligure d’adozione, la cui carriera ha inizio sul finire degli anni ’50,  al quale ho voluto dedicare una pagina per un motivo particolare. Ho sentito parlare per la prima volta di Luigi Tenco nel 1992, quando si pensava che durante il Festival di Sanremo del 1967,  si tolse la vita con un colpo di pistola alla tempia, perché la sua canzone Ciao amore, ciao non venne ammessa alla finale. Io ero piccolo, quando sentìì parlare di questo fatto e rimasi scioccato perché non  sapevo ancora cosa fosse il suicidio. Feci molte domande ai miei genitori sui motivi che possono spingere una persona a questo gesto estremo e successivamente loro mi comperarono delle cassette musicali del cantautore che così tanto mi aveva scosso. Nel corso del tempo, tuttavia, sono venute a galla ipotesi secondo le quali il cantautore sarebbe stato vittima di un omicidio. Possiedo una raccolta di tutti i suoi testi, ed una sua biografia molto dettagliata. Secondo il mio punto di vista, la canzone più bella di Luigi Tenco è Vedrai, vedrai  perché già negli anni Sessanta si auspicava quello che ancora oggi tutti vorremmo, anche se per la verità è autobiografica e dedicata alla madre:

Vedrai, vedrai.
Vedrai che cambierà.
Forse non sarà domani,
ma vedrai che cambierà.

Non so dirti come, quando
Ma un bel giorno cambierà

Le canzoni di Luigi Tenco sono nella maggior parte dei casi caratterizzate da tristezza e solitudine, rispecchiano il carattere del cantautore, molto chiuso, e con una visione costantemente negativa (ma a volte anche veritiera) del mondo dovuta a ciò che lui stesso aveva vissuto: la Seconda Guerra Mondiale, l’emigrazione con la famiglia contadina, dal nativo Piemonte alla Liguria, ecc. Luigi Tenco era fondamentalmente contrario alle canzonette all’italiana che tanto andavano di moda negli anni Sessanta, in quanto sosteneva  - giustamente a mio modo di vedere - che il compositore, come la gente comune, non può rimanere indifferente di fronte ai fatti, in quel tempo non certamente belli, che accadono nella realtà.

Ecco un altro testo eloquente

CARA MAESTRA,
un giorno mi insegnavi che
a questo mondo noi siamo
tutti uguali.

Ma quando entrava in classe il direttore
Tu ci facevi alzare tutti in piedi.
E quando entrava in classe il bidello
Ci permettevi di restar seduti.

Questa non è l’unica testimonianza di un Tenco che vuole snocciolare le ingiustizie sociali dell’epoca.

In E se ci diranno, troviamo un secco rifiuto verso i maggiori luoghi comuni di quegli anni: la necessità delle guerre, il razzismo, la dittatura del pensiero.

Ognuno è libero è un’invocazione alla libertà, intesa come possibilità di esprimersi, attraverso opinioni, comportamenti e abbigliamenti, senza pretendere di cambiare i pensieri altrui.

La strada della protesta per Luigi non è un’adesione alla moda corrente – in quegli anni cominciavano ad essere apprezzate dal pubblico canzoni di questo genere – ma una ferma convinzione che porta avanti sin dall’inizio della carriera.

Il brano presentato da Luigi al Festival parla, in coerenza con le idee del cantautore, di un contadino che decide di andare in città convinto di migliorare la propria vita, ma poi si accorge di non saper fare niente in un mondo che sa tutto  la delusione che avrebbe spinto Tenco a togliersi la vita, con un “atto di protesta” come recita un biglietto lasciato dal cantautore poco prima della tragedia,  deriva certamente dalla bocciatura da parte della Commissione di un testo toccante e  profondo, in favore di La Rivoluzione interpretata da Gianni Pettenati. Tenco si è  ribellato anche ai falsi riti del Festival: sorrisi di circostanza e abbigliamento appariscente, per colpire l’attenzione del pubblico.  Ma in linea generale, si può parlare di una rassegnazione: “In questo mondo superficiale non vale pena vivere”. Ribadisco comunque che la tesi del suicidio non è più quella ufficiale. In una delle precedenti versioni di Ciao amore, ciao l’autore racconta in un modo straordinario e commovente, la Guerra vissuta da bambino.

Stimo molto Luigi, lo reputo  un vero Artista che sempre ha voluto, con la forza delle proprie idee, essere se stesso, in un mondo - quello musicale, e dello spettacolo - nel quale essere se stessi è molto difficile. E Luigi ci è riuscito, senza dubbio, fino in fondo. Luigi, un Artista che amava parlare solo con le sue inquietudini sociali e  la sua splendida poesia, rivive ogni giorno in camera mia.

Lui era uno
Che non nascondeva le sue idee
Perché non gli piacevano quelli
Che vogliono andar d’accordo con tutti
E che cambiano ogni volta bandiera
Per tirare a campare

Da Io sono uno (Tenco)