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Levo di Stresa (Verbania)
1981 - 2003

Questa pagina è un po' nostalgica. Non è mia intenzione soffermarmi particolarmente sulle caratteristiche di questa piccola Frazione sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Voglio ricordare l'affetto di tutte 
le persone con cui ho trascorso tante estati della mia infanzia. Estati con mia nonna e mio padre che mi accudivano, poi al sabato mia madre prendeva il treno per trascorrere il fine settimana insieme, e allora tutti ad aspettarla alla stazione di Domodossola. Estati con miei zii che il lunedì mattina presto prima di tornare a Milano per aprire il loro negozio di Macelleria, venivano in camera a posare sul mio letto due caramelle e io le mangiavo appena mi svegliavo. Mattine e pomeriggi con gli amici a scherzare, giocare, passeggiare per i prati, a pranzare e cenare insieme, a mangiare un gelato al bar, in cui ci si rifugiava 
quando il tempo era piovoso, e in cui i nostri genitori giocavano a carte. In assenza della pioggia, i papà andavano a pescare e a cercare i funghi, poi il tutto era cucinato dalle mamme. Serate fresche, con la 
fisarmonica, il cui suono mi piaceva tanto, e i balli nella piazzetta; c'era anche chi non ballava: era un'occasione per stare insieme.
Uno degli episodi che ancora oggi mi sono rimasti impressi è la sorpresa che Davide - non è il Davide di Pinarella - mi fece una sera.
A me piaceva molto, oltre alla fisarmonica, anche la chitarra elettrica: lui la portò la sua a Levo, - credo gliela avessero regalata i suoi genitori - conosceva la mia attrazione per quello strumento musicale e siccome io avevo difficoltà per raggiungerlo a casa sua, venne a casa mia con la chitarra e l'amplificatore. Quando me lo trovai davanti non seppi più cosa dire dall'emozione: Davide mi chiese: "Quali cantanti ti piacciono ?" Io risposi per tre o quattro volte "Tutti". Poi lui mi fece qualche assolo.
Oggi Davide canta e scrive brani molto piacevoli in un giovane gruppo rock: Gli Ondadurto, il cui indirizzo web è
http://www.myspace.com/ondadurto
Ho ricordato questo episodio, ma ricordo veramente con affetto tutti gli amici, indigeni e non indigeni, che evito di citare perché sarebbe un elenco troppo lungo: tutti, grandi e piccoli, mi hanno dato qualcosa di
importante.
Ho passato le mie estati a Levo per una decina d'anni, poi quando "traslocai" dal passeggino alla carrozzina le strade in salita e discesa, e i gradini di casa mia divennero scomodi. Così tornai 
solamente per il giorno di Ferragosto per stare insieme ai miei zii e per qualche domenica. La cosa bella fu che anche in quelle circostanze, gli amici rimasti (gli altri, ormai cresciuti, cambiarono meta estiva) 
vennero a salutarmi per scambiare due parole, manifestandomi l'affetto di sempre, come se il tempo non fosse passato, come se nulla o quasi fosse cambiato.
Dal 2003 anche i miei zii hanno lasciato la casa.

Caro Levo,
quest'anno dovevo venirti a trovare, ma la malinconia a volte più forte della volontà, mi ha fermato e così ti ho potuto vedere soltanto da lontano durante la crociera Angera - Locarno.
Non so se potremo rivederci: io lo spero, e tu che rappresenti un pezzo della mia vita, sei sempre nel mio cuore con il tuo verde, il tuo Lago, la tua Fonte Purissima Strula che scorre perpetua da tempo immemorabile, e la tua tranquillità. Ogni tanto, con la memoria, torno da te.
Un abbraccio forte.
Riccardo