INTERVENTI CHIRURGICI: PRIMI ANNI ‘80
Il 22 ottobre 1985 fui operato per la prima volta ai tendini degli arti superiori e mi ricordo che il momento dell’anestesia fu terribile perché io non sapevo neanche cosa fosse l’anestesia: l’infermiera mi tiene bloccate le gambe e dice a mia madre di tenermi ferma la testa, io che voglio vedere cosa mi succede, al momento dell’iniezione faccio un urlo che si sente per tutto l’ospedale, insomma ho subito un trauma ed i miei genitori sono dispiaciuti per non avermi “preparato” prima. Da quel momento ho sempre avuto una grande delle iniezioni. Devo anche dire che durante il prelievo del sangue un’infermiera inesperta continuò a bucarmi senza mai trovare la vena... Poi questo intervento fortunatamente andò bene.
Il secondo intervento lo feci nel gennaio del 1989 ed ebbe un risvolto completamente diverso. Fui operato dallo stesso professore che mi operò nel 1985 e questa volta decise di tagliarmi i tendini che erano ancora in fase di crescita e successivamente scoprimmo che i tendini in fase di crescita non vanno mai tagliati perché, una volta tagliati, non crescono più e da quel momento sono sulla sedia a rotelle, potendo fare solo pochi passi in casa con l’aiuto di un girello mentre prima camminavo, anche se a fatica, sempre con il girello. Tra l’altro quando io dissi che mi facevano male i punti risposero che ero solo un capriccioso (poi videro tutto il sangue quando mi tolsero i gessi). Per mia madre fu una grande delusione le sembrò di avere sbagliato tutto ciò che aveva fatto per me precedentemente, andò da una psicologa che le fece capire la situazione: il problema rimase ma mia madre vide anche gli aspetti “positivi” della vicenda: non potevo camminare ma potevo emergere da altri punti di vista perché continuavo comunque ad avere una mente, un cuore ed anche dei sentimenti.