“Ti ricordi ? No non mi ricordo”. Non è solo il titolo dell’album uscito lo scorso anno, ma anche il botta e risposta tra i due intramontabili della Canzone Italiana su cui è impostato un bellissimo spettacolo. I ricordi riguardano la vita privata vissuta in comune da Ornella e Gino tanto tempo fa, e nei ricordi si intersecano meravigliosi brani suonati da un’orchestra con chitarre contrabbassi, clarinetto, batteria, e pianoforte che è suonato da Paoli. Il sipario del Teatro Smeraldo si apre sulle note di “Che cosa c’è”, poi uno di fronte all’altro, Ornella e Gino propongono canzoni dell’ultimo disco: segnalo in particolare “Fingere di te”, “Lo specchio”, “Uguale a te”. Non potevano mancare i classici. Mi hanno colpito: “Sapore di sale” – cantata a gran voce dal pubblico - , “Domani è un altro giorno”, “Sassi”, “Averti addosso”, “Una lunga storia d’amore”, “Dettagli”, “Il cielo in una stanza”.
Ancora ricordi. Ricordi di amici che ora guardano Ornella e Gino da lassù.
Ricordo di Luigi Tenco con “Lontano, lontano” interpretata da Paoli; ricordo di Umberto Bindi con “La musica è finita”, interpretata dalla Vanoni; ricordo di Fabrizio De Andrè con la “Canzone dell’amore perduto”, interpretata da Paoli.
Gino sostiene che essere poeti non significa solamente scrivere poesie, ma anche vedere la realtà in un certo modo. Ci sono poeti che non hanno mai scritto una riga…
Sul palco scenico era sintetizzata una vita di emozioni e di grande classe Senza fine. Come il brano che chiude degnamente una serata di ottimi duetti ed assoli.
La caratteristica comune a tutte le interpretazioni dei due artisti, a mio avviso è la capacità di entrare nei testi, di vivere con passione le emozioni trasmesse dalle parole e dalla musica. Io penso tante volte a quelle parole, e ho un piccolo rammarico: non sentirle dai giovani artisti di oggi.
Ho letto anche il libro dedicato ad Ornella e Gino per i loro settant’anni di età, curato da Enrico De Angelis, intitolato. “Noi due Una lunga storia”. E’ interessante ripercorrere la vita artistica e non di persone che amano davvero la musica.
Gino Paoli è sicuramente cantautore più melodico rispetto a Tenco e De Andrè, - anche se ha in comune con loro il carattere, schivo ed introverso - in quanto nelle sue canzoni il tema predominante è l’amore, raccontato sempre con raffinatezza, una caratteristica fondamentale della scuola genovese. Nelle composizioni di Paoli troviamo anche la semplicità e l’orecchiabilità, componenti basilari per ottenere un grande successo.
Sembrerà scontato ma è utile sottolineare che nei pezzi di Paoli, nativo del capoluogo di regione della Liguria, c’è quasi sempre il mare perché come dice il protagonista di questa pagina “il mare per noi è una condizione di vita”.
Grandi successi Gino li ha ottenuti dall’inizio della carriera, con “La gatta”, “Sapore di Sale” canzone dell’estate 1963, gli inni d’amore “Senza fine” e “Che cosa c’è”, la composizione de “Il cielo in una stanza”, portata al successo da Mina. Segue un lungo silenzio, poi il rilancio nel 1991 con “Quattro amici” che volevano cambiare il mondo, ma forse non tanto perché se ne vanno tutti per le loro strade lasciando l’autore solo al bar.
L”antologia” di Gino Paoli è rappresentata da “Per una storia” cd uscito nel 2000, in cui sono racchiusi i brani che ho citato ed altre belle canzoni, arricchite da una figura rara nel panorama musicale odierno: l’orchestra, i cui suoni con chitarre acustica, violino, fisarmonica, pianoforte, ecc.. mi danno sempre una grande emozione.