ADRIANO CELENTANO

Non credo che Adriano abbia bisogno di presentazioni, quindi mi limiterò a raccontare i motivi per i quali io lo considero un vero e proprio mito. Quando ero piccolo i miei genitori mi facevano ascoltare le canzoni del “molleggiato” – sono praticamente cresciuto con i due album dal titolo “ I miei americani” (periodo 1985-1986).

ADRIANO SOCIALE

Rimasi folgorato nel sentire vere e proprie denuncie e un rap in anticipo di una ventina d’anni rispetto agli altri cantanti. Le denuncie a cui mi riferisco sono quelle presenti – tra gli altri brani – in “Svalutation” e “Mondo in mi 7a”, dove si parla di crisi economica e “problemi” nucleari. A proposito del brano “Prisencolinensinaiciusol” è d’obbligo una precisazione: il testo risulta incomprensibile ma in realtà Adriano – con un brontolio che oggi viene chiamato rap -  vuol dare un messaggio chiaro, l’incomunicabilità tra la gente. Altre canzoni “svelano” le idee di Celentano: “Pregherò” mette in evidenza la vocazione cattolica del “molleggiato”  cosi come “La coppia più bella del mondo” , dove si dice che il vero amore non può essere separato da nessuno in terra, è questo il volere di Dio,  il brano vincitrice del Festival di Sanremo del 1970 “Chi non lavora non fa l’amore” rivela come Adriano sia contro ogni forma di sciopero. Nel 1973 esce il brano “L’unica chanche” che – tanto per cambiare -  anticipa ancora i tempi su un tema d’attualità come il cibo che modificato da conservanti, sostanze chimiche e pesticidi, impedisce alla gente di mangiare prodotti naturali.

non c’è scampo ormai per noi
è inquinato anche il menù
non c’è niente che puoi bere
solo l’acqua della pioggia
ma poi se non piove ? “

“chi di voi vuol suicidarsi
basta che entri in un negozio
a fare la spesa”

“se una vipera ci morde
muore lei anziché noi”

Un’altra canzone legata in qualche modo a questo argomento viene pubblicata nel 1981 all’interno dell’album “Deus” e si chiama “L’artigiano” Nel brano “il molleggiato” avverte una sensazione che è – scusate la ripetitività – attuale: infatti si parla di un artigiano che è costretto a non pagare le tasse perché i suoi guadagni sono minimi, in quanto ormai l’arte lascia inesorabilmente il posto ai macchinari. Non pagando le tasse, l’artigiano si vede sottratti quasi tutti i suoi beni, ad eccezione di un televisore vecchio che utilizza come tavolo da pranzo e cena. In questa canzone, Adriano propone una soluzione per far si che la lira diventi tra le monete la regina: ogni cittadino dia come tributo allo Stato la cifra che pensa sia giusta.

“Chi non paga le tasse è ingiusto

questo dice la società
ora però che sono giusto
sono senza una lira”

“più niente si fa con arte
anche l’amore si fa in serie
ormai”

“il lavoro è un’arte che sta morendo
nella tomba con se si porta dietro
anche il futuro dei giovani”

Nella canzone che da il titolo all’album – “Deus”-  mi ha colpito una frase contro l’aborto

 

“Ti uccidono da quando tu sei già in pancia”

Questi messaggi sono senz’altro messaggi  forti che hanno provocato in me curiosità e riflessione.

 

ADRIANO E LE CANZONI D’AMORE

Ma ci sono anche canzoni come “Soli” in cui si parla di una coppia di innamorati che stando insieme poche volte – quando stanno insieme -  si chiudono in camera, non rispondono alle telefonate e mangiano un panino in due.

 

ADRIANO E LA TV

Il “molleggiato”  nella trasmissione televisiva dell’autunno 1987 “Fantastico” addirittura mi

Ipnotizzò con le sue pause  e le sue prediche in cui si dicevano cose che non avevo mai sentito da nessuno in precedenza. Ebbene sì, anch’io facevo parte di quegli 11 milioni di telespettatori che il sabato sera guardavano il programma che in fatto di share non è stato ancora battuto dopo 12 anni. Anche l’ultima trasmissione “Francamente me ne infischio” mi è piaciuta molto anche perché non ci sono state tante prediche ma solo filmati di 30 secondi: segno che ormai, secondo Adriano, per descrivere certe cose non ci sono più parole. Le trasmissioni televisive di Celentano hanno una caratteristica comune: la varietà di temi – che non vengono svelati prima della diretta - da una puntata all’altra, e il lungo intervallo di tempo tra gli spettacoli: in questo modo c’è sempre qualche novità che incuriosisce la gente e quindi anche me. Probabilmente è questo il motivo principale per cui il molleggiato riscuote tanto successo televisivo.

 

IO NON SO PARLAR D’AMORE

Voglio spendere qualche parola sull’ album “Io non so parlar d’amore”: mi piacciono tutte le canzoni ma soprattutto mi piace “L’arcobaleno” – scritta da Mogol e Gianni Bella -  per l’intensità del testo ed una frase particolare:

 

“il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso”

 

ESCO DI RADO

L’ultimo album “Esco di rado” mette in evidenza la capacità risaputa di Mogol nel parlare d’amore in un modo diretto, coinvolgente, con le intense musiche di Gianni Bella. Il brano “Per averti” dice una cosa secondo me giusta: si deve amare una persona senza perdere la stima di se stessi, senza snaturarsi proprio perché nella vita bisogna essere se stessi. “Apri il cuore” è un inno alla sincerità. La canzone più bella dal punto di vista del contenuto secondo me è “Io sono un uomo libero” scritta da Ivano Fossati: bisogna isolarsi da tutto quello che in qualche modo ci viene imposto, e avere idee derivanti dalle esperienze della nostra vita che

 

“è un ballo verticale, si impara un passo al giorno
il prezzo dei passi sbagliati è un brutto foglio di viaggio
e non c’è ritorno”

 

 

IL CUORE, LA VOCE

In questo periodo di feste c’è la possibilità di trovare sotto l’Albero una raccolta dal titolo “Il cuore, la voce”: contiene un molleggiato che parla d’amore, e per la maggior parte dell’album lo fa molto bene: a mio avviso spiccano brani come “L’emozione non ha voce” in un duetto tutto particolare con Biagio Antonacci, “Storia d’amore”, e l’inedito, in perfetto stile celentanesco  “Nessuno mi può giudicare”. Forse, l’unico pezzo “sociale” è “L’ascensore” dove la vita, in tutte le sue sfaccettature positive e negative, è vissuta man mano che si salgono i piani, ed entrano nuove persone. “Viola”, “Stai lontana da me”, “Sei rimasta sola” sono storici evergreen. Le note dolenti, sono rappresentate “Torno a settembre” e “Solo da un quarto d’ora”: canzonette, e per questo non da Adriano.

 

PER SEMPRE

Si tratta di un bel disco, che tutta via si differenzia dai precedenti due album, in quanto contiene canzoni “impegnate”, cantate con voce dura, legnosa, mentre Esco di Rado e Io non so parlar d’amore erano caratterizzati da brani più semplici, cantati da un Molleggiato più limpido, vocalmente parlando. Tra le canzoni, segnalerei in modo particolare Confessa, Per sempre, Respiri di vita, e Vite. Quest’ultima canzone, merita una menzione particolare, perché è stata scritta da Francesco Guccini, che Adriano giustamente definisce, nei ringraziamenti a tutti coloro i quali hanno partecipato alla produzione dell’album, un poeta con la chitarra. Mi sembra più appropriato anziché analizzare qualche brano in particolare, attribuire una caratteristica comune a quasi tutti i pezzi: l’intensità dei testi e delle musiche, ancor più evidente se si leggono le parole quando si ascolta il disco. Una considerazione di carattere commerciale: non so se quest’ultimo lavoro del Molleggiato avrà lo stesso successo di vendite i due precedenti , ma si sente, come sempre, decisamente la penna di un altro intramontabile artista: Giulio Rapetti, in arte Mogol. Un bravo anche all’autore di gran parte delle Musiche, Gianni Bella.

Ho visto il DVD che “accompagna” il CD: la qualità delle immagini è ottima, divertente il contenuto con videoclip, alcuni momenti della registrazione in studio dell’album e un pezzo in inglese, Ready Teddy, cantato dal Molleggiato durante il suo ultimo tour, nel 1994.

 

ADRIANO E IL CINEMA

Anche dal punto di vista cinematografico apprezzo molto Celentano infatti ho quasi tutti i suoi film’ s.

Io credo che “il molleggiato” non tramonterà mai perché sa fare molto bene lo spettacolo, sapendo porsi sempre, nel bene e nel male (a “Fantastico” disse di disertare il referendum sulla caccia e subì un processo per un’accusa dalla quale fu poi assolto) al centro dell’attenzione